Le evoluzioni tecniche delle macchine da stampa offset e le novità nella fabbricazione delle carte da stampa sono da sempre lo stimolo per la ricerca e lo sviluppo di inchiostri. Infatti, gli inchiostrai sono alla costante ricerca di prodotti altamente competitivi in fase di realizzazione degli stampati e, allo stesso tempo, pratici per l’utilizzo nella quotidianità del lavoro grafico. 
L’inchiostro per stampa offset tradizionale è fabbricato con materie prime purissime e successivamente lavorato secondo la tradizione e la TECNOLOGIA che ogni fabbricante utilizza nel processo di produzione. 

LA COMPOSIZIONE

L’inchiostro per stampa offset convenzionale è costituito da una parte solida, chiamata pigmento, ed una parte fluida, chiamata veicolo. 
Il pigmento, che determina la colorazione dell’inchiostro e quindi del grafismo stampato, si presenta sottoforma di particelle o granuli finissimi ed è generalmente ottenuto chimicamente mediante materie prime derivanti dal petrolio, le quali attraverso reazioni chimiche vengono trasformate nei pigmenti della tinta desiderata.

Il veicolo, chiamato anche vernice o legante, viene ottenuto partendo da resine dure che vengono sciolte mediante calore e diluenti di origine minerale e vegetale. Il suo compito è quello di rendere il pigmento adatto al trasferimento e di legarlo al supporto. Il pigmento è tenuto in sospensione dal veicolo, il quale rende possibile il trasferimento del pigmento dal calamaio al supporto, sostenendo la fase d'inchiostrazione e il processo di bagnatura della lastra.

Oltre al pigmento e al veicolo, per la fabbricazione dell'inchiostro vengono aggiunti anche altri prodotti come oli, resine e additivi speciali, che variano a seconda della tipologia di lavoro che si vuole ottenere e della carta che viene impiegata. Variare le miscele di fabbricazione degli inchiostri serve a modificare le caratteristiche di stampabilità degli stessi, creando così prodotti adatti alle diverse esigenze chimico fisiche della stampa offset. 

CARATTERISTICHE DEGLI INCHIOSTRI

Gli inchiostrai, in fase di produzione, tengono conto delle caratteristiche del processo di stampa a cui l'inchiostro è destinato. Individuato il procedimento di stampa, a inchiostri dello stesso gruppo, vengono attribuite proprietà diverse. 
La reologia è la scienza che studia il flusso e la deformazione della materia quando è sottoposta all’azione di una forza. Nel caso degli inchiostri, i quali in fase di stampa vengono sottoposti a sollecitazioni quali macinazione e trasferimenti di ogni genere, è necessario conoscere come cambia il loro comporteranno durante la fase di deposito sul supporto rispetto a quello che si avrebbe prima dell’intervento delle forze esterne. 
Per avere una risposta vengono prese in esame le caratteristiche reologiche dell’inchiostro. 
Tra queste caratteristiche vi sono la viscosità, ossia la quantità di attrito interno che incontrano gli strati vicini di un liquido scorrendo gli uni rispetto agli altri, identifica le caratteristiche di fluidità di un inchiostro e, di conseguenza, la sua capacità di adattarsi ai supporti. 
La rigidità, al contrario, caratterizza quei fluidi che non presentano scorrimento finché non sono soggetti a forze di una certa entità. 
La tissotropia è il fenomeno per cui un fluido diminuisce di viscosità se viene sottoposto ad un’azione prolungata ed energetica di scorrimento o di agitazione. Dopodiché, lasciato a riposo, il fluido riprende la sua viscosità originale. 
Il tiro, o tack, è la resistenza che oppone l'inchiostro quando viene diviso fra due superfici. L’inchiostro oppone una resistenza a questa separazione a causa delle forze di adesione interne fra i suoi componenti. Da questo dipende anche la trasferibilità, ossia la capacità dell'inchiostro di trasferirsi dalla lastra al caucciù e dal caucciù alla carta. 
L’adesione rivela la capacità di ancoraggio dell’inchiostro sul supporto. 
L’essiccazione è il processo che porta l’inchiostro a passare dallo stato liquido a quello solido. 
La brillantezza è l’effetto visivo di lucido percepito guardando uno stampato. 

AD OGNUNO IL SUO

Ogni fabbricante di inchiostri realizza varie tipologie di prodotto, che si distinguono per caratteristiche di stampabilità, ma identiche per ciò che riguarda colore e tonalità. Si possono così trovare in commercio serie di inchiostri caratterizzati da penetrabilità nella carta e da rapida essiccazione a contatto con l'aria. La rapidità di essiccazione dello strato superficiale consente di evitare la controstampa mentre la parte penetrata all'interno avrà tutto il tempo per una fase di essiccazione più lenta attraverso la trasmigrazione dei solventi contenuti nel veicolo. 
Altre serie di inchiostro sono specifiche per supporti particolari, come quelli poco assorbenti. In questo caso la fabbricazione del prodotto deve tener conto del fatto che il pigmento resterà sulla superficie di stampa e che quindi è necessaria un'immediata essiccazione e un ancoraggio stabile nel tempo. 
Altre serie hanno come caratteristica principale la brillantezza della tonalità per la realizzazioni di stampati di alta qualità su carte patinate. In questo caso la fabbricazione può prevedere un'alta percentuale di pigmento rispetto al veicolo, garantendo così un colore più intenso a discapito della velocità di penetrazione, anche se bisogna tener presente che oggi la tendenza è quella di utilizzare diversi veicoli in grado di assorbire una maggior quantità di pigmento al fine di non avere penalizzazioni per quanto riguarda la macchinabilità e l’essiccazione. 
Un importante campo di applicazione è la stampa di imballaggi alimentari. In questo caso la legislazione italiana e comunitaria prevede precisi schemi di selezione delle materie prime utilizzabili per la formulazione e produzione degli inchiostri, applicabili al lato di non contatto diretto con l’alimento. Inoltre esistono schemi di legge sulle buone pratiche di fabbricazione sia per ciò che riguarda la produzione degli inchiostri che degli imballaggi. 
La resistenza allo sfregamento infine risulta molto importante durante la stampa di carte patinate opache. In questi supporti l’inchiostro penetra pochissimo e le successive lavorazioni di taglio e assiemaggio non permettono di utilizzare inchiostri ossidativi. In questi casi vengono aggiunte cere e siliconi all’interno dell’inchiostro per renderlo resistente alle lavorazioni e con ottima resa di brillantezza.

Inchiostri ibridi 
Una soluzione che è sicuramente da considerarsi un’opportunità in grado di garantire un’elevata flessibilità è quella che viene chiamata stampa offset a tecnica ibrida. 
Gli inchiostri ibridi sono un incrocio tra inchiostri convenzionali e quelli UV, fabbricati con prodotti che permettono una migliore ricezione della soluzione di bagnatura e una perfetta compatibilità con le vernici UV. Infatti, sono stati sviluppati per ridurre i problemi di compatibilità tra inchiostri convenzionali e verniciatura UV in linea, e anche per rendere possibile la qualità di stampa degli inchiostri UV superando le problematiche dovute all'uso delle soluzioni di bagnatura necessarie nella stampa offset. Importante risulta anche la possibilità di utilizzare questi inchiostri su supporti di stampa non assorbenti e quindi realizzare un prodotto molto simile, se non più particolare, rispetto a quello stampato con soli inchiostri convenzionali o con soli UV. 
Inchiostri e vernici UV 
La stampa offset con inchiostri UV si caratterizza per la reazione fotochimica scatenata dalla luce ultravioletta quando entra in contatto con i monomeri, i fotoiniziatori e gli additivi contenuti nell’inchiostro. Sia gli inchiostri che le vernici UV contengono queste sostanze che, per effetto dell'irraggiamento delle lampade UV, polimerizzano creando un vero e proprio film sul supporto. 
Il vantaggio nell’utilizzo di queste tipologie di inchiostri e vernici è quello di poter stampare su supporti non assorbenti quali plastica, pvc, metallo, carte metallizzate. Su questi supporti sarebbe molto complicato stampare in offset con inchiostri convenzionali, proprio per lo scarso, se non nullo, potere di ancoraggio e alla lentezza di asciugatura. Al contrario, proprio grazie alla fase di polimerizzazione, un inchiostro UV ha la capacità di aderire, ancorarsi e asciugare in tempi tali da permettere la realizzazione del prodotto. 
Il rovescio della medaglia sta nell’alto costo del prodotto stampato, questo perché le materie prime impiegate per la fabbricazione degli inchiostri e delle vernici UV sono più costose rispetto a quelli tradizionali, così come le macchine da stampa UV rispetto a quelle convenzionali. Infatti, non bisogna dimenticare che inchiostri e vernici UV hanno un alto fattore di rischio per gli operatori, dovuto alla volatilità di parte della componente chimica degli inchiostri e a fattori derivati dall'esposizione ai raggi UV, e che quindi si rende necessaria l'installazione di appositi impianti che abbattano questi agenti di rischio.